Milano, 30 gennaio 2026 – È stata inaugurata ieri a Bolzano la prima stazione di rifornimento di idrogeno dedicata ai mezzi pesanti in Italia, un segnale chiaro verso un futuro più pulito per il trasporto su strada. L’impianto nasce dal lavoro di Alperia insieme a IIT Hydrogen e si inserisce in un momento in cui la sostenibilità ambientale diventa sempre più urgente.
Bolzano apre la strada all’idrogeno per camion e autobus
Il taglio del nastro è avvenuto nel pomeriggio, nella zona industriale della città, con autorità locali e i vertici delle due società presenti. “Questo traguardo ci pone in prima linea”, ha detto Johann Wohlfarter, ad di Alperia, sottolineando che la stazione è un “esempio reale di come si possa cambiare energia nei trasporti”.
La stazione è stata realizzata in poco più di un anno e fornisce idrogeno verde ai camion e agli autobus a celle a combustibile. Secondo Alperia, la struttura può servire fino a 25 mezzi al giorno. L’idrogeno è prodotto tramite elettrolisi alimentata quasi interamente da energia idroelettrica, proveniente dagli impianti locali. La scelta di Bolzano non è casuale: già nel 2014 qui si erano visti i primi autobus a idrogeno in Europa.
Meno CO₂ sulla strada: cosa cambia
Durante la conferenza stampa, è stato spiegato che usare l’idrogeno nei mezzi pesanti può tagliare di molto le emissioni di CO₂. “Un camion a idrogeno risparmia circa 70 tonnellate di CO₂ l’anno rispetto a uno diesel”, ha detto Michele Vignola, responsabile progetti di IIT Hydrogen, precisando che “puntiamo a espandere la rete di distributori entro i prossimi cinque anni”.
Al momento, i mezzi che si possono rifornire sono pochi: una decina di camion di aziende locali e qualche autobus della linea urbana SASA. Ma l’idea è di aumentare piano piano la flotta, anche grazie agli incentivi della Provincia autonoma di Bolzano e del Ministero delle Infrastrutture.
Quanto costa e come funziona la filiera
Il prezzo per un chilo di idrogeno si aggira intorno ai 12 euro, hanno detto da Alperia. Un costo che però potrebbe scendere man mano che cresce la domanda e aumenta la produzione. “Siamo ancora all’inizio, non possiamo paragonarci al gasolio”, ha ammesso Wohlfarter. L’investimento per costruire la stazione è stato di circa 7 milioni di euro, frutto di fondi privati e di finanziamenti europei (CEF Transport).
Il progetto ha coinvolto anche diverse aziende locali per montare gli impianti e gestire in sicurezza l’idrogeno. La stazione, protetta da una recinzione alta due metri e sorvegliata da telecamere, è operativa 24 ore su 24 con tecnici specializzati. Qui non c’è solo una “pompa”: produrre l’idrogeno sul posto aiuta a tagliare i costi e riduce anche l’impatto ambientale legato al trasporto del carburante.
Idrogeno, la sfida per i carburanti del futuro
L’inaugurazione di Bolzano arriva in un momento in cui l’Italia ha ancora poco sviluppate le infrastrutture per l’idrogeno: al momento, le stazioni pubbliche sono appena cinque, secondo l’ultimo report di Motus-E. “Serve fare presto sulle infrastrutture”, è stato il messaggio comune tra gli operatori.
L’obiettivo è creare una rete con soggetti pubblici e privati per spingere la mobilità a zero emissioni. Alcune aziende di trasporto pesante sono già pronte a muoversi. “Stiamo aggiornando le flotte e valutando i costi”, ha detto Claudio Piffer, responsabile logistica di Transalpina Srl.
Resta da capire quanto crescerà la domanda. Intanto, la stazione di Bolzano è un passo concreto e importante per i carburanti alternativi in Italia e per il futuro del trasporto pesante senza emissioni.








